Quando si pensa alla psicoterapia, è facile immaginare un lavoro concentrato soprattutto sui problemi: ricordi dolorosi, paure, ansia, traumi.
Nell’EMDR c’è però anche un’altra parte importante del percorso: riconoscere e rendere più accessibili le risorse della persona.
Una risorsa può essere una capacità, un ricordo positivo, una relazione significativa, una sensazione di sicurezza o semplicemente l’esperienza di essere riusciti ad affrontare qualcosa di difficile.
L’obiettivo non è convincersi che “va tutto bene”. È aiutare la persona a recuperare ciò che può sostenerla mentre affronta ciò che fa male.
Cosa sono le risorse in EMDR?
In EMDR una risorsa è un’esperienza interna o esterna che può favorire sicurezza, regolazione emotiva, fiducia, connessione o senso di efficacia.
Può essere, per esempio:
- il ricordo di una situazione in cui ci siamo sentiti capaci;
- una persona con cui ci sentiamo protetti o compresi;
- una qualità personale come coraggio, determinazione o calma;
- un luogo associato a tranquillità;
- un’immagine, una figura simbolica o una sensazione positiva nel corpo.
Le risorse possono quindi essere già presenti nella nostra storia, anche quando in un periodo difficile facciamo fatica ad accedervi.
Nel modello dell’Elaborazione Adattiva dell’Informazione (AIP), alla base dell’EMDR, non esistono soltanto reti di memoria legate alle esperienze disturbanti: esistono anche informazioni ed esperienze adattive alle quali il lavoro terapeutico può facilitare l’accesso.
Il Modello dell’Elaborazione Adattiva dell’Informazione (AIP): riparare le strade della mente con la terapia EMDR
Secondo questo modello, il nostro sistema nervoso possiede un meccanismo innato, biologico, che tende a collegare ogni nuova esperienza alle reti di memoria già esistenti, integrando le informazioni e trasformandole in qualcosa di utilizzabile e significativo.
ApprofondisciPerché lavorare sulle risorse prima dei ricordi difficili?
La psicoterapia non consiste soltanto nell’aprire ricordi dolorosi.
Prima di affrontare esperienze particolarmente disturbanti è importante verificare che la persona disponga di strumenti sufficienti per rimanere presente, tollerare le emozioni e recuperare una condizione di equilibrio.
Per questo la seconda delle otto fasi dell’EMDR è dedicata alla preparazione.
EMDR Europe include in questa fase il lavoro sulla capacità di autoregolazione, il luogo sicuro o calmo e, quando indicato, l’installazione delle risorse. EMDR sottolinea inoltre che alcune persone possono aver bisogno di una preparazione più lunga prima di lavorare direttamente sui ricordi disturbanti.
Non significa che ogni persona debba trascorrere molte sedute a “prepararsi”. Il lavoro viene adattato alla storia, alle difficoltà e alle capacità già disponibili.
Come si lavora sulle risorse con l’EMDR?
Una delle procedure utilizzate è chiamata Resource Development and Installation, o RDI.
Il terapeuta può partire da una domanda molto concreta: “Di quale qualità avresti bisogno per affrontare meglio questa situazione?”
Per esempio: sentirsi più sicuri, riuscire a proteggersi, avere maggiore fiducia oppure riuscire a mantenere la calma.
Si cerca quindi un’esperienza, una persona, un’immagine o un ricordo collegato a quella qualità.
L’attenzione viene portata anche su ciò che accade nel corpo: come cambia il respiro? Dove si sente quella sicurezza? Che postura assume il corpo quando ci si sente più forti?
In alcuni protocolli EMDR vengono utilizzate brevi sequenze di stimolazione bilaterale per facilitare e rafforzare l’accesso a questa esperienza positiva. Successivamente si può immaginare di utilizzare quella stessa risorsa in una situazione futura difficile. Questa procedura è stata formalizzata da Deborah Korn e Andrew Leeds e viene oggi insegnata nella formazione EMDR.
Le risorse non devono essere straordinarie
Una delle parti più interessanti di questo lavoro è scoprire che una risorsa può essere qualcosa di molto semplice.
A volte emerge ricordando una persona che ci ha guardato con fiducia. Altre volte una situazione in cui abbiamo affrontato qualcosa che pensavamo di non riuscire a fare.
Può essere anche il modo in cui il corpo cambia quando ci sentiamo più sicuri: i piedi più saldi a terra, il respiro che rallenta, le spalle che si distendono.
Il lavoro terapeutico aiuta a riconoscere queste esperienze e renderle più facilmente disponibili, soprattutto nei momenti in cui stress e paura tendono a farcele dimenticare.
L’EMDR non lavora soltanto su ciò che non funziona
Il trattamento dei ricordi disturbanti rimane una parte centrale dell’EMDR. Ma il percorso terapeutico comprende anche ciò che nella persona ha funzionato, funziona ancora o può essere sviluppato.
Riconoscere le proprie risorse significa ampliare la rappresentazione di sé.
Accanto a “questa esperienza mi ha fatto soffrire” può progressivamente trovare spazio anche:
“Ho delle capacità che posso utilizzare per affrontarla.”
FAQ – Domande frequenti sulle risorse nell’EMDR
Cosa significa “risorsa” in EMDR?
Una risorsa è un’esperienza, una capacità, una relazione, un’immagine o una sensazione che aiuta la persona a sentirsi più sicura, stabile o capace di affrontare una difficoltà.
Il luogo sicuro è una risorsa?
Sì. Il luogo sicuro o calmo è una delle procedure più conosciute della fase di preparazione dell’EMDR, ma le risorse possono essere molte altre.
Le risorse devono essere ricordi reali?
Non necessariamente. Possono derivare da esperienze reali, persone significative, immagini, simboli o figure che rappresentano una qualità utile alla persona.
Cos’è la Resource Development and Installation?
La Resource Development and Installation, o RDI, è una procedura utilizzata nell’EMDR per identificare e rafforzare risorse che possono aiutare la persona nella regolazione emotiva e nella successiva elaborazione dei ricordi.
La stimolazione bilaterale viene utilizzata anche con le risorse?
Può essere utilizzata. In alcune procedure EMDR vengono impiegate brevi sequenze di stimolazione bilaterale mentre la persona mantiene l’attenzione sulla risorsa e sulle sensazioni positive associate.
Bisogna sempre lavorare a lungo sulle risorse prima di utilizzare l’EMDR?
No. La preparazione viene adattata alla singola persona. Alcune persone dispongono già di buone capacità di regolazione, mentre altre possono avere bisogno di un lavoro più approfondito prima di affrontare ricordi particolarmente disturbanti.



