Capire come lo stress agisce sul corpo è il primo passo per proteggere salute, sistema immunitario ed equilibrio emotivo. Ecco cosa succede davvero dentro di noi e perché prendersi cura di sé è prevenzione.
Negli ultimi anni le neuroscienze e la psicologia hanno iniziato a dialogare con un campo affascinante e ancora poco conosciuto: la genomica sociale.
La domanda che guida questo filone di ricerca è semplice e rivoluzionaria:
Come le nostre esperienze sociali – sentirsi soli, minacciati, sotto pressione – influenzano il nostro corpo fino al livello dell’espressione dei geni?
La risposta emerge con chiarezza dagli studi di George Slavich e Steven Cole, due dei ricercatori più autorevoli in questo campo.
Il cuore della scoperta: il CTRA
La Risposta Trascrizionale Conservata all’Adversità
Slavich e Cole hanno identificato un modello specifico di espressione genica chiamato CTRA (Conserved Transcriptional Response to Adversity).
Quando una persona vive situazioni di:
- stress psicologico,
- incertezza,
- solitudine,
- minaccia sociale,
- conflitti relazionali,
il corpo risponde attivando questo programma biologico di “difesa d’emergenza”.
Secondo il modello descritto nelle immagini e nelle tabelle del loro articolo, il CTRA produce due effetti principali:
- Aumento dell’infiammazione→ cioè maggiore attivazione dei geni pro-infiammatori.
- Riduzione delle difese antivirali→ cioè minore espressione dei geni che proteggono dalle infezioni virali.
È come se il corpo, interpretando lo stress come un pericolo “fisico”, si preparasse a una ferita.
Il problema?
Oggi la maggior parte dei nostri stress non deriva da tigri o attacchi fisici, ma da situazioni sociali, emotive o lavorative. Eppure la risposta biologica è la stessa.
Lo stress si “incide” nel corpo: l’impronta molecolare delle avversità
Gli studi citati nelle pagine 3–5 del PDF mostrano che questa risposta non è temporanea:
al contrario, può lasciare un’impronta che dura settimane o mesi.
Questa impronta biologica è il motivo per cui lo stress cronico aumenta il rischio di:
- malattie cardiovascolari,
- alcuni tipi di cancro,
- depressone e disturbi dell’umore,
- malattie infiammatorie,
- maggiore vulnerabilità ai virus.
Il punto chiave è che il corpo reagisce più alle nostre percezioni che alla realtà oggettiva.
Come sottolineato dagli autori: sono le nostre valutazioni soggettive (sentirsi soli, rifiutati, sovraccarichi) ad attivare i sistemi nervosi e endocrini che regolano l’espressione dei geni .
In altre parole:
Il modo in cui viviamo dentro le situazioni conta quanto, se non più, delle situazioni stesse, perché prendersi cura di sé diventa prevenzione
Dal punto di vista della salute – fisica e psicologica – queste scoperte hanno una implicazione centrale:
Prendersi cura di sé non serve solo a “stare meglio”: protegge biologicamente il corpo.
Interventi di riduzione dello stress, psicoterapia, pratiche di consapevolezza, lavoro sul corpo e sul sistema nervoso possono:
- ridurre la risposta infiammatoria,
- riequilibrare il sistema immunitario,
- interrompere il circolo di allerta costante,
- diminuire l’attivazione del CTRA,
- favorire processi di riparazione e resilienza.
Nelle pagine finali del paper viene mostrato come interventi psicologici ben strutturati possano addirittura invertire il profilo trascrizionale dello stress.
Vedi anche: che cos’è il Modello dell’Elaborazione Adattiva dell’Informazione (AIP) nell’approccio EMDR.
ApprofondisciSentirsi al sicuro è un bisogno biologico, non solo psicologico
La figura illustrata a pagina 5 del PDF rappresenta in modo molto chiaro come, nella nostra storia evolutiva, la percezione di minaccia attivasse risposte utili alla sopravvivenza fisica.
Oggi molte persone vivono in uno stato costante di “allerta”, anche senza un vero pericolo, e questo mantiene attivo il CTRA .
Per questo:
- lavorare sul sistema nervoso,
- regolare il corpo e il respiro,
- coltivare relazioni sicure,
- uscire dall’isolamento,
- chiedere aiuto,
- fare esperienze di connessione e presenza,
non è un “lusso”, ma un modo concreto per proteggere salute, energia e longevità.
Conclusioni: la cura di sé come strategia di salute integrata
La genomica sociale ci mostra che mente, corpo e relazioni sono un unico sistema.
Quando viviamo costantemente sotto stress, il corpo si comporta come se ogni giorno ci fosse un pericolo reale. E questo ha un costo biologico.
Al contrario, creare condizioni di sicurezza – psicologica e relazionale – attiva processi di guarigione, riduce l’infiammazione e sostiene la salute nel lungo periodo.



