Le molestie, gli abusi e la violenza sessuale possono avere gravi ripercussioni nella nostra vita, bloccando molto spesso la naturale crescita ed evoluzione affettiva, sessuale, relazionale, lavorativa.
Secondo l’ISTAT Il 31,5% delle donne italiane (6 milioni 788 mila) ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale: il 20,2% (4 milioni 353 mila) ha subìto violenza fisica, il 21% (4 milioni 520 mila) violenza sessuale, il 5,4% (1 milione 157 mila) le forme più gravi della violenza sessuale come lo stupro (652 mila) e il tentato stupro (746 mila).
Quando si verificano abusi sessuali, molte persone non sanno come affrontare l’evento o esprimere i propri vissuti in modo sano. Il risultato è una vita di paura e vergogna, oltre a depressione e ansia. Circa l’81% delle vittime di abuso sessuale femminile e il 35% delle vittime di sesso maschile svilupperanno un Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD).
Purtroppo, la qualità della propria vita affettiva, relazionale, sessuale, lavorativa ecc. viene seriamente compromessa da queste esperienze traumatiche e la persona può sviluppare dei sintomi fisici o psichici che non le consentono di vivere pienamente la propria vita.
Domande frequenti su molestie, abusi sessuali e percorsi di cura
Quanto sono diffuse in Italia le molestie, gli abusi e la violenza sessuale?
In Italia la violenza contro le donne, fisica e sessuale, è purtroppo molto diffusa. Le stime più recenti indicano che circa un terzo delle donne tra i 16 e i 75 anni ha subito nel corso della vita almeno una forma di violenza fisica o sessuale, e oltre un quinto ha vissuto violenze sessuali, che includono anche stupri o tentati stupri. Il fenomeno riguarda anche bambini e adolescenti, con migliaia di reati ogni anno a danno di minori e un aumento dei casi di maltrattamento e violenza sessuale. Questi numeri non descrivono solo statistiche astratte, ma milioni di storie personali segnate da paura, vergogna e silenzio.
Qual è la differenza tra violenza sessuale, abuso sessuale e molestie sessuali?
Con violenza sessuale si indicano, in senso generale, atti sessuali imposti con la forza, minacce o costrizione. L’abuso sessuale include tutte le situazioni in cui una persona, spesso minorenne o in posizione di dipendenza, viene coinvolta in comportamenti sessuali senza poter dare un consenso libero e informato. Le molestie sessuali comprendono commenti, allusioni, contatti fisici indesiderati, richieste o pressioni a sfondo sessuale, anche in contesti come il lavoro, la scuola o online. Dal punto di vista psicologico, tutte sono traumatiche: non esistono “violenze leggere”. Il corpo e la mente possono reagire con sintomi ansiosi, depressivi, dissociativi e con difficoltà nelle relazioni, indipendentemente dalla definizione giuridica del fatto.
La violenza non fisica (stalking, manipolazione, ricatti emotivi) può essere traumatica quanto un abuso fisico?
Sì. Anche in assenza di aggressioni fisiche, comportamenti come stalking, controllo ossessivo, umiliazioni ripetute, insulti, svalutazioni, minacce velate o esplicite e ricatti emotivi possono avere un impatto profondamente traumatico. In queste dinamiche la persona vive in uno stato di allarme costante, con la sensazione di non potersi sottrarre e di non essere creduta. Il sistema nervoso resta bloccato tra paura, vergogna e impotenza, con effetti importanti sull’autostima, sul sonno, sul corpo e sulla capacità di fidarsi degli altri. Riconoscere la violenza psicologica, verbale e relazionale come violenza a tutti gli effetti è un passo fondamentale per chiedere aiuto.
Cosa succede a mente e corpo dopo molestie, abusi o violenza sessuale?
Dopo molestie, abusi o violenza sessuale molte persone riferiscono flashback, immagini intrusive, difficoltà a dormire, ipervigilanza, paura del contatto fisico, difficoltà nella sessualità e sensi di colpa ingiustificati. Dal punto di vista della teoria polivagale e del trauma, il sistema nervoso può restare bloccato in stati di attivazione estrema (allarme, fuga, attacco) o di spegnimento (congelamento, distacco, sensazione di non sentire più nulla). In terapia, l’EMDR permette di rielaborare i ricordi traumatici, mentre il lavoro sul corpo (grounding, respiro, consapevolezza delle sensazioni, movimenti interrotti) aiuta a ritrovare sicurezza interna e a ricostruire un senso di confine e di protezione.
Che legame c’è tra violenza, abusi e dipendenza affettiva?
In molte storie di violenza sessuale o di maltrattamento ricorrente compare una forma di dipendenza affettiva: pur sapendo che la relazione fa male, è come se fosse impossibile allontanarsene. Quando ci sono traumi infantili o esperienze di abbandono, il bisogno di non restare soli può diventare così forte da accettare controlli, umiliazioni, tradimenti o abusi pur di mantenere il legame. In questi casi lavorare solo sul “cambiare relazione” non basta: occorre affrontare le radici traumatiche, rielaborare la paura di essere rifiutati, ricostruire l’autostima e imparare a riconoscere i segnali di pericolo nelle relazioni. L’EMDR, integrato con un lavoro sul corpo e sulla consapevolezza emotiva, può aiutare a sciogliere il legame tra trauma e dipendenza affettiva.
Che cos’è l’EMDR e come può aiutare?
La desensibilizzazione e rielaborazione dei movimenti oculari, o EMDR, è una tecnica di psicoterapia che è stata utilizzata con successo per trattare le persone che soffrono di attacchi di panico, ansia, disturbo da stress post-traumatico e altri problemi emotivi.
Quando sperimentiamo un trauma, come la violenza o l’abuso sessuale, la capacità di coping naturale del nostro cervello viene sopraffatta e sperimentiamo sintomi di ansia, depressione e disturbo da stress post-traumatico. Attraverso la terapia EMDR, le persone possono rielaborare le informazioni traumatiche fino a quando non sono più psicologicamente disturbanti o dannose per le loro vite.
L’approccio EMDR consente inoltre di rintracciare risorse e potenzialità inespresse a causa di eventi avversi, di storie relazionali e familiari complesse.
Ma l’EMDR è più di un insieme di tecniche. È un modo per tutte le persone di comprendere il proprio potenziale umano. Oltre alla rielaborazione degli eventi traumatici, l’EMDR consente anche agli individui di intravedere eventuali false credenze limitanti a cui potrebbero aggrapparsi, come “Non sono abbastanza bravo” “non merito amore”, “non sono capace” ecc.
Se tu — o qualcuno vicino a te — hai vissuto molestie o abusi sessuali e senti il bisogno di parlarne con uno psicoterapeuta, puoi contattarmi in modo riservato.
Possiamo valutare insieme, con calma, se un percorso EMDR o integrato possa aiutarti a ritrovare sicurezza, stabilità e spazio per guarire.



