Terapia EMDR a Roma – Cos’è, come funziona, quando aiuta davvero 

da | Mar 9, 2018 | Definizione emdr | 0 commenti

L’EMDR può essere paragonato ad un viaggio in treno.
Ad ogni stazione i passeggeri posso salire o scendere.
Alla fine di ogni set di movimenti oculari, un’informazione negativa, spiacevole, scende ed una positiva, adattiva, sale!

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EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing – in italiano: Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è uno strumento terapeutico utilizzato per il trattamento di disagi psicologici: ansia, stress, soprattutto di tipo traumatico.

Riconoscimenti scientifici

L’approccio è stato riconosciuto da Istituzione Americane come: l’American Psychiatric Association, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il Dipartimento della Difesa americano.
Nasce come trattamento d’elezione per il disturbo post traumatico da stress ma è utilizzato efficacemente anche per molti altri disagi emotivi, anche meno gravi: stress, ansia, attacchi di panico, disturbi alimentari, dipendenze, problemi affettivi e relazionali ecc.

Una curiosità sulla nascita dell’EMDR

Come per le grandi scoperte, anche l’EMDR nasce da un evento casuale: mentre un giorno passeggiava pensierosa in un prato, Francine Shapiro, una psicoterapeuta americana, si accorse che la sua ansia diminuiva se il suo sguardo vagava tra diversi elementi del paesaggio, opposti del suo campo visivo, e contemporaneamente pensava al disagio che le recava disturbo. Capì (come Newton con la mela!) che tale sollievo doveva essere dipeso dalla velocità dei movimenti oculari; movimenti collegati al pensiero che le dava preoccupazione, producendo uno stato di sollievo.
La Shapiro si dedicò a sviluppare e perfezionare questa tecnica che ad oggi è uno dei più solidi trattamenti psicologici utilizzati dagli psicoterapeuti di tutto il mondo – di qualsiasi orientamento teorico.

Modello AIP: il fondamento teorico

Il concetto di autoguarigione psicologica è intrinseco del modello dell’Elaborazione Accelerata dell’Informazione (AIP), un costrutto basato sulla risposta di guarigione del corpo a seguito di una ferita fisica. Per esempio quando ci si procura un taglio sulla mano il corpo lavora per rimarginare e guarire la ferita. Se qualcosa blocca la guarigione, come un oggetto estraneo o un trauma ripetuto, la ferita si infiammerà e provocherà dolore. Quando verrà rimosso l’ostacolo, riprenderà a guarire. Un’analoga sequenza di eventi avviene nei processi mentali.

Il modello teorico alla base dell’EMDR è proprio l’Elaborazione Accelerata dell’Informazione (AIP).
L’idea è che la mente, come il corpo, possieda un naturale processo di autoguarigione.
Quando un evento è troppo intenso, questo sistema si blocca. L’EMDR rimuove quel blocco e permette al sistema nervoso di integrare l’esperienza traumatica in modo più funzionale, collegandola alle risorse già disponibili e riducendo la risposta di minaccia.

Come funziona l’EMDR nella pratica?

Durante una seduta EMDR la persona si concentra su:
• l’immagine più disturbante del ricordo
• le emozioni associate
• le sensazioni corporee

Mentre segue un ritmo di stimolazione bilaterale (movimenti oculari, tapping o stimolazione alternata), questo processo aiuta il cervello a “riaprire” l’elaborazione dell’evento e integrarlo in modo più adattivo, riducendo la sua carica emotiva.

Nelle esperienze traumatiche, infatti, il sistema nervoso registra ciò che è accaduto come se stesse ancora succedendo nel presente: sensazioni, immagini, emozioni e credenze rimangono “bloccate” in una modalità attiva, non integrate, e continuano a riattivarsi nelle situazioni quotidiane.

Con l’EMDR, queste memorie vengono progressivamente riorganizzate: il ricordo traumatico si sposta dal presente al passato, rientra nella categoria dei ricordi autobiografici e smette di influenzare la percezione attuale di sé e del mondo. La ferita rimane — come una cicatrice — ma non è più dolorosa né interferisce con la vita quotidiana. Ciò che era vissuto come “adesso” viene finalmente riconosciuto dal cervello come “allora”.

Vuoi approfondire il funzionamento dell’EMDR?
Puoi leggere un articolo dedicato al meccanismo dei ricordi traumatici e alla funzione riparativa dell’EMDR.
Approfondisci


Un’immagine semplice per descrivere l’EMDR

L’EMDR può essere immaginato come un viaggio in treno:
a ogni “stazione” alcune informazioni disturbanti scendono e vengono integrate, mentre informazioni più positive e adattive salgono.
È un modo semplice per descrivere ciò che accade nella mente durante il processo di rielaborazione.

Per quali problemi è utile l’EMDR?

L’EMDR è indicato per:

• traumi singoli
• traumi complessi e relazionali
• incidenti
• lutti traumatici
• violenze e bullismo
• ansia e attacchi di panico
• sintomi psicosomatici
• difficoltà legate a esperienze infantili mai elaborate
• insicurezze profonde e autosvalutazione
• dipendenza affettiva e ferite nella relazione
• difficoltà relazionali ed affettive

FAQ – Domande frequenti sull’EMDR

L’EMDR è una forma di ipnosi?

No. L’EMDR non è ipnosi. La persona rimane pienamente vigile, presente e consapevole durante tutto il processo. Non c’è alcuna perdita di controllo: il terapeuta guida la rielaborazione, ma è sempre il paziente a mantenere il timone dell’esperienza.

L’EMDR può creare complicazioni o scompensi emotivi?

In genere no. L’EMDR non “crea scompensi”, ma può attivare emozioni intense: per questo il lavoro è sempre graduale e guidato. Prima di affrontare ricordi difficili si lavora su stabilizzazione, risorse e regolazione, così da mantenere un buon livello di sicurezza interna.

Si inizia subito a elaborare un ricordo traumatico con l’EMDR?

No. Un percorso EMDR prevede alcune fasi preliminari fondamentali:

  • sedute di conoscenza e raccolta della storia;
  • esplorazione della regolazione emotiva;
  • stabilizzazione corporea ed emotiva;
  • costruzione del “posto al sicuro” e delle risorse positive.

All’interno di queste fasi si individuano anche i target (ricordi disturbanti) e si avvia la rielaborazione vera e propria.

Perché si usa la stimolazione bilaterale? Quali sono le basi scientifiche?

La stimolazione bilaterale (movimenti oculari, tapping alternato o suoni destra/sinistra) facilita un processo di elaborazione delle informazioni che, per alcune ipotesi, richiama ciò che accade anche nella fase REM del sonno, quando il cervello riorganizza ricordi ed emozioni.

In molti studi la stimolazione bilaterale è associata a questi effetti:

  • riduzione della carica emotiva dei ricordi disturbanti;
  • connessioni più adattive tra ricordo, significato e risorse;
  • maggiore integrazione dell’esperienza invece di evitamento.

Cosa succede dopo una seduta EMDR?

Spesso si nota un cambiamento: un alleggerimento, una maggiore distanza dal ricordo o nuove comprensioni. È normale che nelle 24–48 ore successive emergano pensieri o immagini collegate: fanno parte del processo di integrazione.

È possibile fare EMDR online?

Sì, in molti casi è possibile. Esistono procedure per utilizzare la stimolazione bilaterale anche a distanza. La scelta (online o in presenza) va valutata insieme al terapeuta in base alla situazione, agli obiettivi e al livello di stabilità.

Se stai cercando informazioni sull’EMDR a Roma, sei nel posto giusto. Come psicologo e psicoterapeuta esperto in EMDR, offro percorsi di terapia per aiutarti a superare le difficoltà emotive e a raggiungere un maggiore benessere. Se vai nella sezione contatti puoi compilare il modulo e richiedere un primo colloquio gratuito a studio oppure on-line. Clicca qui a destra: “Come contattarmi”.

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