Terapia EMDR per Ansia a Roma

da | Mar 19, 2018 | Problemi psicologici | 0 commenti

Definizione dell’ansia adattiva e disfunzionale

L’ansia può essere adattiva quando aiuta la persona ad affrontare situazioni complesse; disfunzionale (patologica) quando è caratterizzata da una condizione di malessere intenso, in grado di provocare sofferenza non facilmente gestibile (sproporzionata rispetto allo stimolo scatenante).
La dimensione ansiosa che si perpetua nel tempo, coinvolgendo parte dei vissuti della persona può portare a comportamenti difensivi che possono limitare la propria vita tanto da interferire con le normali attività delle vita quotidiana. Può, inoltre, presentarsi ed insorgere senza collegamento apparente ad uno stimolo specifico.

Le componenti dell’ansia

L’ansia sembra avere diverse componenti:

Componente cognitiva: implica aspettative di un pericolo diffuso e incerto e una sensazione di pericolo imminente.
Somatica: il corpo prepara l’organismo ad affrontare una minaccia, alterando diverse funzioni fisiologiche.
Emotiva: l’ansia implica una complessa combinazione di emozioni negative che includono paura, apprensione e preoccupazione, ed è spesso accompagnata da sensazioni fisiche come palpitazioni, dolori al petto e respiro corto.
Comportamentale: si possono presentare comportamenti volontari, diretti alla fuga o all’evitare la fonte dell’ansia. Questi comportamenti, quali l’ansia anticipatori e l’evitamento, sono frequenti e spesso non-adattivi, dal momento in cui limitano gli spostamenti e il coinvolgimento in situazioni di vita o lavorative che la persona può vivere come antigene.

Come funziona l’EMDR

L’EMDR agisce stimolando i movimenti oculari della persona mentre immagina scenari angoscianti e ansiosi con l’obiettivo di spostare l’attenzione verso pensieri più positivi, adattivi, rispetto alla situazione presente.

Durante questo processo, il terapeuta chiede al paziente di notare le sensazioni, le immagini e le emozioni che sta sperimentando. Attraverso l’elaborazione stimolata dai movimenti oculari, lentamente l’attenzione e i vissuti di pensieri negativi si spostano verso quelli positivi. In tal modo, l’ansia inizia ad abbassarsi e il cliente è in grado di riprendere il controllo sul proprio stato emotivo. L’EMDR è un trattamento efficace che produce “rapide diminuzioni di emozioni negative e vividezza di immagini disturbanti”.
Uno dei vantaggi dell’EMDR è che non devi necessariamente parlare di ricordi dolorosi, rendendo la terapia particolarmente angosciante per coloro che hanno difficoltà a verbalizzare le loro esperienze o per le quali queste esperienze rimangono troppo dolorose per poterne parlare. Il protocollo EMDR per l’ansia prevede un processo in gran parte interno durante il quale il paziente viene delicatamente guidato da un terapeuta esperto verso soluzioni funzionali, verso la sicurezza e la tranquillità interiore. Questo processo può consentire di accedere a parti della persona che la terapia tradizionale, spesso, non è in grado di raggiungere, e provare velocemente un senso di sollievo dai vissuti quotidiani.

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Domande frequenti sull’ansia, l’EMDR e il lavoro corpo–mente

Che cos’è l’ansia e quando diventa un problema?

L’ansia è una risposta naturale del sistema nervoso a ciò che percepiamo come incerto o potenzialmente minaccioso. Diventa un problema quando la preoccupazione è costante, fatichi a rilassarti, il corpo resta in allerta anche in situazioni quotidiane e questo limita il sonno, il lavoro, le relazioni o le scelte di vita. In questi casi non si tratta più solo di “carattere ansioso”, ma di un disagio che merita attenzione e può essere trattato in modo efficace con un percorso mirato, ad esempio con l’EMDR.

In che modo l’EMDR può aiutare nell’ansia generalizzata e nelle preoccupazioni costanti?

Nel lavoro sull’ansia l’EMDR aiuta a individuare le esperienze, spesso anche piccole ma ripetute, che hanno insegnato al sistema nervoso a vivere il mondo come imprevedibile o pericoloso. Attraverso l’elaborazione con stimolazione bilaterale (movimenti oculari, tapping o suoni alternati) il cervello riorganizza queste memorie, riducendone la carica emotiva e le convinzioni negative su di sé e sul futuro. Molte persone riferiscono di sentirsi meno in allarme, con pensieri più realistici e una maggiore sensazione interna di solidità e fiducia.

Qual è il legame tra ansia e sistema nervoso secondo la teoria polivagale?

La teoria polivagale descrive come il sistema nervoso autonomo si muove tra stati di sicurezza, allerta e chiusura. Nell’ansia il corpo resta spesso intrappolato in uno stato di iper-attivazione: cuore accelerato, respiro corto, muscoli tesi, sensazione di non riuscire a “staccare”. Nel percorso terapeutico integro EMDR e teoria polivagale per aiutarti a riconoscere questi stati nel corpo, comprendere che si tratta di reazioni automatiche di protezione e costruire, passo dopo passo, esperienze di maggiore sicurezza che permettono al sistema nervoso di tornare più facilmente a uno stato di equilibrio.

Come lavorate sul corpo in un percorso per l’ansia (grounding, respiro, contatto corporeo)?

Nel trattamento dell’ansia utilizzo anche interventi centrati sul corpo, ispirati all’approccio sensomotorio. Il lavoro può includere esercizi di grounding (sentire meglio l’appoggio dei piedi a terra e la stabilità della postura), il respiro consapevole, il contatto con la sedia o con i braccioli per dare al sistema nervoso un segnale di contenimento e sicurezza. A volte osserviamo insieme come il corpo tende a contrarsi o trattenersi e sperimentiamo movimenti più funzionali e gesti di auto-contatto che aiutano a ridurre la tensione interna. Questi interventi si integrano con l’EMDR, rendendo più stabile l’effetto del lavoro sui ricordi.

Cosa sono le visualizzazioni guidate e come vengono usate per l’ansia insieme all’EMDR?

Le visualizzazioni guidate sono esercizi in cui immagini, con la guida del terapeuta, scenari interni che favoriscono calma, protezione o risorse personali. Nel lavoro sull’ansia possono servire a costruire “luoghi sicuri”, figure di sostegno o immagini di te stessa/o in situazioni in cui ti senti più stabile e competente. Queste immagini vengono poi integrate nel protocollo EMDR, sia per preparare il sistema nervoso al lavoro su memorie difficili, sia per consolidare nuovi modi di percepirti e di affrontare le situazioni che prima generavano preoccupazione continua.

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